domenica 11 marzo 2018

Sassolino nella scarpa n.1

Carissimo,
tra le varie cose che mi hai tolto c'è il lavoro.
E' vero, la "nostra" società è nata su tuo impulso e su tua promozione, ma quando ci sono entrata è diventata pure mia.
Eravamo io e te ed un ufficio ricavato nella cameretta accanto alla camera da letto. Ci ho passato 13, 14 anche 15 ore al giorno, muovendomi per mangiare e uscire a fare la spesa, facendo praticamente la reclusa, per gestire tutto quello che dovevo gestire. Per aiutarti e aiutarci a creare qualcosa di grande. Per te, per noi, per i nostri figli.
Io mi prendevo le rogne, in modo che tu fossi libero di occuparti della parte commerciale e tecnica. Ed ha funzionato. In tre anni abbiamo quintuplicato il fatturato, trovato nuovi clienti, assunto dipendenti e trovato un ufficio. 
Lo ho voluto con la cucina ed una stanza in più, perché quando avremmo avuto bambini avrei potuto continuare a lavorare ma avrei avuto spazio per loro. E così è stato. Lo ho arredato, mi sono occupata di tutto, continuando a lavorare sempre senza sosta. 
Ho formato altre persone, ho gestito collaboratori, magari anche evitando che chiamassero te. 
Mi sono occupata della nostra casa, dei problemi, degli impegni, delle ricorrenze e intanto lavoravo. Senza lamentarmi, mi andava bene. Era il mio lavoro e la mia vita.

Poi ti sei preso tutto e mi hai anche tolto il lavoro. Perché con me non potevi lavorare. Perché non mi sopportavi. Perché hai detto che non ero in grado, che non sapevo far nulla, che avevo fatto un sacco di casini. Ed ora usi il mio essere tua dipendente come scusa per affibbiarmi incarichi border line giusto per mettermi a tacere ed avere la scusa di dire che mi hai dato qualcosa da fare ma non la ho fatta ancora... devo lavorare da casa perché l'accesso all'ufficio mi è impedito e non posso più svolgere i miei compiti perché mi hai costretta a formare altre persone per fare il mio lavoro.

Voglio staccarmi, andare via, non lavorare più "per te", che prima era con te, ma solo nella mia testa a quanto pare. Ma come si può rinunciare ad uno stipendio fisso per l'ignoto dovendo mantenere una casa ed un figlio?

Ancora una volta, grazie di tutto.

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