Ho paura. Tanta paura.
Non del parto in quanto tale, ho una ingenua fiducia che andrà bene, che sarò in grado, che sarò brava. Sono una che sopporta il dolore di solito, che riesce a mantenere una vaga lucidità anche in preda ai dolori. Quindi spero sarà così anche stavolta o comunque non averlo mai fatto prima mi permette di essere ingenua.
Lui non c'è. Non c'è fisicamente e molto poco mentalmente. Una vocina dentro me mi dice che andrà bene. Che troveremo un modo per ricominciare ma so che è la vocina dell'illusione. Lui non vuole stare con me, mi sembra evidente. E penso a tutte le volte che ho criticato quelle persone che non vedono nemmeno l'evidenza.
E poi tac, io sono una di quelle persone. Una che anche davanti all'evidenza oggettiva non la accetta. Come posso essere diventata così? Come ha fatto questo bambino a rendermi così diversa senza essere nemmeno nato? Come ho fatto a farmi cambiare così tanto?
Ho paura che quando nascerà dovrò vedere il mio matrimonio finire per sempre. E non voglio vedere. Vorrei che lui rimanesse nella pancia ancora a lungo per non dover affrontare tutto quel dolore. Ho paura di quello che sarà, se sarò brava, se riuscirò ad allattare, se riuscirò a gestire il dolore e tutto il resto senza crollare. Non devo crollare. Non posso controllare.
Tu dipendi da me. Devo essere forte per te.
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