domenica 11 marzo 2018

1 month

Un mese che sei con me. Un mese di sguardi, di pianti, di sorrisi nel sonno, di facce buffe, di dita strette dalle tue manine, di mal di pancia, di dormite vicini, di ore di allattamento e sudate.

Un mese che ti guardo crescere, ogni attimo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno. Guardo i tuoi progressi, le piccole cose che impari a fare, il modo in cui ti muovi, respiri, piangi. Guardati crescere, osservarti, da un senso a tutto, persino alla sofferenza ed al dolore. Affronterei di nuovo tutto pur di averti qui con me, pur di poterti guardare mentre sorridi nel sonno, per poter sentire il tuo profumo e toccare le tue mani. Niente vale più di te e della tua felicità.

Un mese che sono la tua mamma. Ed è così rassicurante pensare che lo sarò per sempre, che la vita ora ha un altro sapore, un altro colore, un altro senso.
L'amore non dura per sempre, e la situazione lo dimostra, ma il nostro si. Il nostro durerà per sempre.

Buon primo mese di vita.

(Questa ricorrenza è stata la prima che abbiamo festeggiato da separati. Non lo siamo ancora ma credo che le cose si svolgeranno più o meno così. Due feste. Tu che stai prima con la mia famiglia e con me e poi con lui e la sua famiglia. Io che partecipo ad entrambe, almeno fino a quando la mia presenza sarà ritenuta necessaria da un GIUDICE. NON da un'altra madre, non da te, non da me. Sarà una fredda legge ed un freddo tribunale a stabile quando tu non avrai più bisogno di me. Come si possa accettare questa cosa io non lo so. Come si possa stabilire quando un bambino non ha più necessità della madre io non lo so. Come si possa dire ad una madre di stare dei giorni senza i suoi figli io non lo so. Perché un giorno mio figlio sarà pronto a stare senza me, probabilmente arriverà un giorno in cui non sarà nemmeno triste. Ma non arriverà mai il giorno in cui io sarò pronta a stare senza mio figlio. E lui questo non potrà mai capirlo: è già stato senza vedere suo figlio, non vive con suo figlio, non sa come è la vita con suo figlio sempre, conosce solo le brevi visite. Non capirà mai il dolore di non vederlo per un giorno o anche solo un'ora. E me lo porterà via per ore o giorni o settimane. È un dolore che ora non immagino nemmeno come farò a sopportare.

Mio figlio è la mia vita e dal giorno in cui è nato (più di quanto non lo facessi in gravidanza) ho dedicato ogni attimo della mia vita a lui. Non riesco a pensare a lui con altre persone senza di me che controllo che stia bene. Ma questo Lui non lo capirà mai.)

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