Ho sempre desiderato avere figli. Almeno da quando ne ho memoria.
Ho passato la vita a progettare la mia vita.
A 12 anni sapevo già di voler andare all'università, sapevo quale facoltà avrei voluto frequentare, sapevo che lavoro avrei voluto fare. I soldi della mia esigua paghetta non li spendevo per i giornalini come le mie coetanee, ma li mettevo da parte conscia che i miei genitori non potevano permettersi di pagarmi gli studi.
Ho partecipato a concorsi letterari e scolastici che avessero premi in denaro per racimolare la somma che mi serviva per realizzare i miei obiettivi.
Volevo studiare, laurearmi, trovare un lavoro che mi soddisfacesse ed avere una famiglia.
Volevo vivere in una casa bianca in riva al mare, con un cane bianco, un marito stupendo e dei figli biondi.
Fino a 10 mesi fa la mia vita era come la avevo immaginata. Mi sono laureata, professionalmente mi sentivo soddisfatta, avevo un marito non perfetto ma su cui pensavo di poter contare fino alla fine della mia vita, un cane e, finalmente, un figlio in arrivo.
Fino a 10 mesi fa sentivo di avere tutto.
È incredibile come ad un certo punto la vita ti scivoli via dalle mani e vada per la sua strada e tu non riesca a fare niente. Cerchi di recuperare, di riparare, di trattenere ciò che puoi. Afferri affannosamente ciò che puoi tentando di non perdere tutto. E più ci provi più tutto scivola via. Finché non ti accorgi di non avere più niente. E quel marito che sapevi ma non essere perfetto ma a cui avevi affidato la tua vita, con la profonda certezza che non ti avrebbe lasciata sola, è proprio colui che ti ha fatto del male.
Per una vita intera ho saputo dove stavo andando. Adesso non so più nemmeno chi sono. E non so come mi ritrovo in questa situazione.
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