domenica 11 marzo 2018

23 days

Tredici giorni dopo. Tredici giorni volati via e lunghissimi.

Tu cresci e guardati crescere è meraviglioso e faticoso. Le notti insonni, i mal di pancia, i pianti inconsolabili, i pannolini cambiati senza sosta. Ma anche i tuoi occhi grigi che mi guardano mentre mangi ed i tuoi sorrisi... chissà a cosa pensi! I tuoi piedini che diventano freddi, le manine che mi toccano e stringono, i capelli morbidi e profumati. Ogni cosa di te è una meraviglia che ammiro ogni giorno, ringraziando il cielo per il dono meraviglioso che mi ha mandato.

Lui a volte c'è, a volte no. Siamo passati, in 13 giorni, per una lunga serie di fasi contrastanti. Vuol tornare, vuole andare, non vuole perdere tutto, vuole stare solo. Ed io ho assecondato ogni fase, ho deciso di dare a tutti una seconda chance. Per te, per me stessa, per lui (perché credo che nella vita si possa sbagliare ma se si vuole davvero ci si può far perdonare degli errori e si possa recuperare. Vale per tutti. Per me. Per lui.). Ma qui le chance diventano tre, quattro, cinque, mille. Ed ogni volta che lui attraversa una nuova fase io cerco di capire e dare una opportunità a tutti. 
Nella fase attuale lui vuole stare solo. E sa che quando tornerà forse non sarò più disponibile. Machissenefrega. L'ennesima dimostrazione che di me non sente la mancanza e non vuole troppe responsabilità. Vuole tempo e può prenderselo. Tutto il tempo che vuole. C'è tanto tempo in una vita. Tanto da vivere e tanto da sprecare.

Io guardo. Guardo te. Guardo lui. Guardo le sue fasi e dove andranno a parare.

Lui vuole tempo, io non ho più tempo. Non ho tempo per soffrire, non ho tempo da sprecare. Nemmeno un minuto. Non voglio perdere nemmeno un attimo della mia e della tua vita nella tristezza. Ho perso già troppo tempo durante la gravidanza e mai mi perdonerò l'aver perso momenti di te perché troppo presa dall'inferno che avevo dentro e intorno.

Io guardo e vado avanti. E saremo felici. Con o senza di lui.

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